Adesione alla mobilitazione contro il trattato CETA

Adesione alla mobilitazione contro il trattato Ceta

Dai cereali alle carni,  dalla frutta agli ortaggi,  all’allevamento, tutta la nostra agricoltura sta per essere  investita dal trattato commerciale Ceta, (Comprehensive economic trade agreement)  che l’Unione europea ha appena stipulato con il Canada e che ora è all’esame del Senato della repubblica per la ratifica.
Una tempesta devastante basata sulla quasi totale  eliminazione dei dazi doganali, sulla revisione delle regole di produzione  e di protezione della qualità degli alimenti e dell’ambiente e sulla asimmetria produttiva.
Il comparto agroalimentare sarà particolarmente colpito.  Con il Ceta, infatti, si creerà una comune piattaforma di competizione transatlantica  tra le imprese agricole  europee  e le imprese nordamericane. Queste ultime,  oltre ad avere dimensioni industriali, possono operare in una quasi totale assenza di regole e limiti che invece condizionano l’agricoltura europea al fine di tutelare la sicurezza alimentare e l’ambiente. Per esempio, negli allevamenti canadesi,  è possibile l’uso di ormoni ed il glifosate viene utilizzato nella coltivazione del grano. Da qui,  il pesante spiazzamento dell’agricoltura europea. I comparti più colpiti saranno la coltivazione di grano e di cereali in generale e gli allevamenti suinicoli e bovini da carne.
Sul fronte dell’export agroalimentare, all’Italia sono riconosciute appena 41 indicazioni geografiche protette a fronte  di 288 Dop e Igp registrate, con la conseguente mancata tutela delle restanti 247  ed impatti gravissimi sulla  qualità del made in Italy. Contemporaneamente, le imitazioni dei   principali  prodotti tipici tra cui il Parmigiano ed il prosciutto di Parma, potranno coesistere  con le denominazioni autentiche,  incentivando la pirateria agroalimentare. Di fatto, sarà impossibile evidenziare l’origine del prodotto perché il trattato prevede la possibilità di indicare sui prodotti il solo codice doganale o di riportare le espressioni truffaldine  “tipo, stile, all’italiana”. Con l’introduzione di un sistema di risoluzione delle controversie incentrato su corti arbitrali sovranazionali,  vengono meno le legislazioni nazionali a tutto favore delle imprese multinazionali.
Con il Ceta, viene meno il principio di precauzione per cui vi sarà una liberalizzazione delle coltivazioni ogm e una riduzione delle misure sanitarie e fitosanitarie: la legislazione canadese permette l’impiego di  99 sostanze nocive vietate in Europa.
Il Ceta costituisce, inoltre,  un precedente molto preoccupante per i trattati internazionali perché si tratta di un tipico caso di  frontiera mobile e di triangolazioni che permetteranno l’ingresso in Europa di prodotti provenienti da altri paesi,  legati da altri  accordi economici con il Canada. Si pensi al Messico e agli Stati Uniti legati al Canada dal trattato Nafta (Nord american free trade agreement) . Qualsiasi multinazionale può, inoltre, aprire in Canada una sede secondaria e così facendo  entrare legalmente in Europa. Infine, gli impatti economici e sociali del Ceta pesano già fortemente su redditi agricoli fortemente compressi dall’andamento di mercato. Per questi motivi il Consorzio agrituristico si associa alla grande manifestazione in programma mercoledì  5 luglio 2017, a Roma, davanti al Senato,  contro il Ceta.

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