La notte di SanGiovanni a Corte Valle San Martino

Cena a tema: Serata sotto le stelle

Agriturismo Corte Valle San Martino

La notte di San Giovanni a Corte Valle San Martino

Sabato 23 giugno 2012, ore 21

Serata sotto le stelle nel  solstizio d`estate

Cena tematica

Menù

  • Antipasto di Casa Mezza
  • Conchiglioni golosi ai profumi dell’orto
  • Risotto con piselli e pancetta
  • Bocconcini di cuore di stinco con mostardadi pere di San Giovanni
  • Parmigiano Reggiano con le pere di San Giovanni
  • Contorni
  • Dolce, vino, acqua, caffè e digestivo

Sarà presente la Cantina Sociale di Gonzaga

Costo della serata 29,00 euro!

La prenotazione è d’obbligo!

Nel corso della serata saranno rievocati aneddoti e storie sulla festa e cantati motivi popolari della nostra terra.

 

Durante la serata:

  • Ritiro buoni per la raccolta delle noci per fare il nocino con le relative ricette.
  • II° concorso del nocino casalino: per partecipare occorre disporredi un po’ di nocino da assaggiare.
  • Mostra: Salviamo la Biodiversità.

 

Siccome la festa sarà all’aperto i nostri ospiti potranno godere degli effetti benefici della guazza di S. Giovanni ritenuta, nella tradizione popolare di un tempo, miracolosa e portentosa. Al mattino infatti ci si alzava di buonora per potersi bagnare con la rugiada in ogni parte del corpo, soprattutto quelle più cagionevoli o affette da patologie, per invocare inoltre protezione da malattie e da sventure.

Curiosità...

Fu proprio dalle parole di un inno in suo onore che Guido D’Arezzo ricavò il nome delle sette note musicali, fissando in questa maniera l’intervallo esatto tra le varie note e codificandole in un sistema di scrittura che, con tutte le successive modificazioni, è valido tutt’oggi: UT queant laxis - REsonare fibris - MIra gestorum - FAmuli tuorom - SOLve polluti - LAbii reatum - Sancte Johannes Che tradotto suona così: ”Affinchè i tuoi servi possano cantare con voci libere le meraviglia delle tue gesta, cancella il peccato, o Snato Giovanni, dalle loro labbra indegne”. La lettera UT difficile da ricordare e da cantare fu in seguito sostituita con il DO.

 

Storia di San Giovanni Battista

Giovanni, detto il « battezzatore », è figlio di Zaccaria e di Elisabetta, entrambi di stirpe sacerdotale. Sappiamo, dalle parole dell`angelo Gabriele, che Giovanni (il cui nome significa «Dio è propizio») è concesso ai due coniugi in età avanzata. Il nascituro avverte la presenza di Gesù «sobbalzando di gioia» nel seno materno in occasione della visita di Maria alla cugina Elisabetta. Inviato da Dio a «raddrizzare le vie del Signore», fu santificato dalla grazia divina prima ancora che i suoi occhi si aprissero alla luce. «Ecco - dice Elisabetta " ripiena di Spirito Santo " a Maria - appena la voce del tuo saluto ha colpito i miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio seno». Secondo la cronologia suggerita dall`angelo Gabriele (« questo è il sesto mese per Elisabetta »), la nascita del precursore è stata fissata dalla Chiesa latina tre mesi dopo l`Annunciazione e sei mesi prima del natale. La celebrazione della natività del Battista è, con quella della nascita di Gesù e di Maria, la sola festività liturgica che la Chiesa dedica alla nascita di un santo. Giovanni andò a vivere nel deserto dove si dedicò alla penitenza e alla preghiera. Indossava un vestito di pelle di cammello, di capra o di montone, secondo le varie tradizioni, con una cintura di pelli intorno ai fianchi e si cibava di locuste e miele selvatico. (Marco1,6) Giovanni annunciò più volte che Gesù era il Messia predetto dai profeti e Gesù volle essere battezzato da lui nelle acque del Giordano. In quell’occasione lo additò ai suoi seguaci come “l’Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo”. Nel Vangelo di Matteo si racconta che il Cristo si mise a parlare di Giovanni alle folle, dicendo:”In verità vi dico: tra i nati di donna non è sorto uno più grande di Giovanni il Battista”. Giovanni morì a causa della sua predicazione perché condannò pubblicamente la condotta di Erode Antipa che conviveva con la cognata Erodiade. Il re lo fece imprigionare, poi, per compiacere Salomè, la bella figlia di Erodiade, che aveva ballato la danza dei sette veli in un banchetto, lo fece decapitare. Giovanni è rappresentato con un lungo bastone da viandante sormontato da una piccola croce con la scritta “Ecce agnus dei” ed è vestito con la pelle di un cammello a cui a volte si aggiunge l’abito rosso, segno del martirio. La raffigurazione più comune è il Battesimo di Gesù, ma sono frequenti scene della decollazione e della presentazione del suo capo a Erode, Erodiade e Salomè. È patrono di molte categorie:

  • I sarti per il vestito di cammello che si cuciva da se.
  • I cardatori di lana, per l’agnello.
  • Gli albergatori, per il banchetto di Erode.
  • I fabbricanti di coltelli, spade e forbici, per la spada del supplizio.
  • I trovatelli, per il Battesimo

Le erbe di San Giovanni La lista delle “erbe di S. Giovanni” benedette dalla sua rugiada e dagli influssi astrali, che secondo la tradizione popolare hanno proprietà magiche è molto lungo, varia di regione in regione.

Qui è riportato un piccolo elenco di erbe che non possono mancare nella preparazione dell’acqua dai magici poteri. Sono distinte in tre gruppi:

Le erbe dell’amore: artemisia, maggiorana e verbena

Le erbe della buona salute: aglio, menta, prezzemolo e salvia

Le erbe magiche: iperico, lavanda, rosmarino e ruta.

 

Alcuni proverbi e aforismi

Con la sguasa at San Giuàn a pasa töti i malan

Par San Giuàn, l’uva la fa al gran

Sa fa fred par San Giuàn, l’è un dan par töt l’an

Sa piöv par San Giuàn, an mancarà ne vin pulenta e pan

Parchè li tarmi ai pagn, l’in faga mai dan, fag ciapà la sguasa at San Giuàn.

 

Per info e prenotazioni:

Agriturismo Corte Valle San Martino della famiglia Mezza

Via Valle San Martino, 30/C - Moglia (MN)

Tel. 0376 557943 ; 0376 598567 ; 339 6459804

 

 

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